Build it to share!

Masterplan

Il Masterplan è un modello che descrive i concetti (e le loro relazioni) per armonizzare obiettivi di business, organizzare i ruoli, condividere e riusare dati con licenze aperte. Masterplan - Build it to share! si concentra sugli obiettivi operativi e strategici per implementare con più efficacia gli elementi canonici dei tradizionali modelli di business, come valore, segmento e guadagno, facendo un uso strategico degli opendata.

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A CHI SI RIVOLGE

  • Alle imprese, perché possano progettare attività adeguate a supportare lo sviluppo di open business model, ovvero quei modelli usati dalle compagnie per creare e catturare valore in modo sistematico, collaborando con partner esterni e migliorando la collaborazione dei team interni.
  • Alle strutture pubbliche, perchè possano disporre di un metodo affidabile di creazione e gestione di microstrutture trasversali. Queste strutture, o team cross-funzionali, sono composte da diverse professionalità e sono finalizzate ad attività di produzione e condivisione di dati (per vari scopi come promozione, adempimenti normativi ecc ecc).
  • Al singolo componente di un team, perché possa operare con un metodo che è già armonizzato con le strutture con cui si rapporta.

LO SCHEMA CIRCOLARE

Il Cantiere è la realizzazione di un Progetto. Il Progetto è frutto di un modello incrementale che inizia da una commissione fatta da un dirigente (o il titolare dei dati e dei servizi) che definisce in modo chiaro la richiesta. La gestione e la definizione dei requisiti di costruzione è affidata al Progettista, ovvero osd.

  1. Progetto è lo schema con cui si gestiscono le conoscenze, le persone e le loro competenze , finalizzato all’obiettivo individuato dal Committente.

  2. Cantiere realizzazione di un progetto di riuso/applicazione dati.

  3. Committente dirigente o titolare che definisce la richiesta.

  4. Progettista gestione e definizione dei requisiti di creazione del progetto.

  5. Direttore Lavori (Product Owner) redige e controlla le attività/stato avanzamento lavori (backlog), valuta con i Capicantiere la coerenza con le richieste del Committente.

  6. Capocantiere (Scrum Master) controlla le risorse e l’avanzamento delle specifiche attività e ottimizza il lavoro dei Capi Squadra.

  7. Capi Squadra selezionano i database e le fonti dati necessarie e coordinano il flusso di dati (Dati-Operai).

  8. Dati-Operai i dati, ovvero gli agenti minimi prodotti o aggregati dai vari ruoli indicati prima.

GLOSSARIO

  • Product Owner è il termine tecnico del Direttore ai lavori; mantiene il lavoro focalizzato su visione e valore (e gestisce il Backlog).

  • Scrum Master è il termine tecnico del Capocantiere; aiuta il team (i Capi Squadra) a capire come fare meglio il lavoro e a risolvere gli impedimenti.

  • Attività è quello che viene fatto per gestire il Cantiere e tenerlo ordinato ed efficiente.

  • Backlog viene definito dal Direttore ai Lavori (Product Owner); è l’elenco delle Storie Utente che vengono concordate e svolte dai Capi Squadra per completare delle parti del Progetto.

  • Storia Utente (user stories) una Storia Utente è una parte del progetto con la definizione di come e in quanto tempo. Una Storia Utente deve rispondere ai requisiti INVEST (acronimo di):

    • Indipendente, non deve dipendere da altre Storie Utente
    • Negoziabile, se la Storia Utente è già stata svolta deve potersi trasformare
    • Valorizzante, deve produrre valore per qualcuno
    • Estimabile, si deve poterla misurare sia in termini di tempo e di valore
    • Snella, le tre azioni: per chi, per cosa, perché (azione, segmento, risultato)
    • Testabile, la Storia Utente deve essere verificata attraverso un test
  • Compiti un compito è l’elemento di una Storia Utente; esso è descritto in forma semplice e diretta in base ai requisiti del progetto e del Backlog. Un compito è composto da:

    1. chi lo svolge (soggetto);
    2. obiettivo:

      • come (verbo)
      • cosa (complemento oggetto)
    3. in quanto tempo;
    4. il valore (definito attraverso il Planning Poker);
  • Planning poker i Capicantiere e Capi Squadra assegnano un punteggio (1, 3, 5, 8, 13) ad ogni Storia Utente e lo propongono al Direttore ai Lavori.

  • MVP il Minimum Viable Product è il Prodotto Minimo Funzionante, ovvero l’obiettivo di ogni Storia Utente. Il risultato di una Storia Utente deve essere un prodotto le cui funzioni sono ridotte a quelle essenziali che, di fatto, definiscono il prodotto stesso. Declinare le Storie Utente in funzione dell’MVP evita di sviluppare progetti troppo onerosi in termini sia di tempo che di risorse.

  • Ciclo PDCA PDCA è l’acronimo inglese di Plan, Do, Check, Act ovvero le quattro fasi da ripetere ciclicamente:

    1. Pianificare
    2. Fare
    3. Controllare
    4. Applicare
  • Sprint Gli Sprint sono detti anche “time boxes” perché hanno una durata fissa: uno Sprint è un ciclo di PDCA all’interno di un progetto

  • Sprint Retrospective l’autovalutazione dello sprint da parte dei Capi Squadra aiutati dal Capocantiere; questo momento corrisponde alla fase “Controllare” del Ciclo PDCA; la Sprint Retrospective è formata da 5 domande e le risposte vengono usate nella fase “Applicare”:

    • da 1 a 5, le tue Storie Utente ti hanno soddisfatto?
    • da 1 a 5, le tue relazioni nel gruppo ti sono state utili?
    • da 1 a 5, con che velocità il gruppo ha individuato gli errori?
    • da 1 a 5, ci sono stati impedimenti nelle Storie Utente (problemi non risolti, difficoltà ad individuarli)?
    • da 1 a 5, il tempo scelto per le Storie Utente era corretto?

ARCHITETTURE

Le Architetture sono i processi di avviamento e gestione del cantiere. L’architettura è composta dai livelli. Ogni livello contiene ruoli e attività. I livelli sono esposti con una successione top-down

  1. LIVELLO 0

    • Ruoli: Committente - Progettista.

    • Descrizione: E’ il livello zero, quella in cui si valuta il progetto con il committente e si ipotizza la struttura del cantiere con il Direttore Lavori.

    • Attività:

      1. Verificare le richieste.
      2. Comporre le priorità.
      3. Definire MVP (minimum value product) ovvero la base minima per la quale il progetto è pronto.
      4. Definire i tempi.
  2. LIVELLO 1

    • Ruoli: Committente - Direttore Lavori.

    • Descrizione: E’ il primo livello, quella in cui il Committente definisce la sua richiesta e il Direttore Lavori costruisce i requisiti.

    • Attività:

      1. Individua i requisiti.
      2. Redige il backlog.
      3. Individua i Capicantiere.
      4. Assegna le risorse.
      5. Assegna i tempi.
  3. LIVELLO 2

    • Ruoli: Direttore Lavori - Capocantiere.

    • Descrizione: E’ il secondo livello, in cui il Direttore Lavori coordina i requisiti e il Capocantiere definisce le attività.

    • Attività:

      1. Concordano le risorse.
      2. Costituiscono i gruppi.
      3. Stabiliscono le verifiche.
      4. Individuano i cicli di sprint.
  4. LIVELLO 3

    • Ruoli: Capocantiere - Capi Squadra.

    • Descrizione: E’ il terzo livello, in cui il Capocantiere definisce i compiti e i Capi Squadra selezionano le squadre.

    • Attività:

      1. Concordano le attività negli sprint.
      2. Si costruiscono le Storie Utente (insieme di compiti che costituiscono le attività).
      3. Planning Poker (si assegnano le carte dei punteggi di valore (1, 3, 5, 8, 13).
  5. LIVELLO 4

    • Ruoli: Capi Squadra - Capi Squadra.

    • Descrizione: E’ il quarto livello, in cui i Capi Squadra coordinano le squadre e definiscono le gerarchie.

    • Attività:

      1. Controllo di sovrapposizione dei Dati-Operai (se più Capi Squadra usano stessi Dati-Operai).
      2. Controllo di coerenza nell’assegnazione dei valori del Planning Pocker.
      3. Definizione delle competenze.
  6. LIVELLO 5

    • Ruoli: Capi Squadra - Dati-Operai.

    • Descrizione: E’ il quinto e ultimo livello, nel quale i Capi Squadra selezionano e monitorano gli Dati-Operai.

    • Attività:

      1. Accesso ai Dati-Operai.
      2. Uso dei Dati-Operai.
      3. Livelli di automazione.
      4. Tipologia dei Dati-Operai.

MISURE PER LA SICUREZZA




Le misure per la sicurezza nel cantiere sono l’insieme delle prescrizioni e delle prevenzioni

Le prescrizioni sono le condizioni attraverso le quali si può mantenere il cantiere e i suoi lavoratori sicuri, efficaci, efficienti e soddisfatti

Le prevenzioni sono le verifiche da compiere per evitare rischi al cantiere stesso ma, soprattutto, alla salute (fisica e mentale) dei lavoratori

Indice

1. I ruoli

2. I Dati-Operai

3. La Storia Utente

4. I Compiti

5. I tempi di comunicazione

6. Pianificare

7. Fare

8. Controllare

9. Applicare

I RUOLI

L’obiettivo è realizzare il progetto. I materiali e gli strumenti sono le tecnologie a disposizione, i Dati sono gli Operai. Ogni Capocantiere, ogni Capo Squadra, ogni persona dispone o crea la propria squadra di Dati-Operai e inizia a definire i suoi compiti all’interno di una Storia Utente.

Prescrizioni

  1. Il Committente è il dirigente che crea la richiesta di progetto.
  2. Il Direttore Lavori definisce e controlla lo Stato Avanzamento Lavori (backlog) e la coerenza con il progetto e riporta al Committente le indicazioni del Capocantiere.
  3. Il Capocantiere controlla le risorse e l’avanzamento del cantiere e ottimizza le Storie Utente dei Capi Squadra.
  4. I Capi Squadra formano le squadre degli Operai e ne individuano i compiti.
  5. Gli Operai sono i Dati - i Dati-Operai - e svolgono i compiti nel cantiere per realizzare il progetto.

Prevenzioni

  1. Il progetto è stato suddiviso in Storie Utente che hanno un inizio e una fine?
  2. Il Committente è autonomo nelle scelte di progetto?
  3. Il Direttore Lavori è interno o esterno alla struttura del Committente?
  4. Il Capocantiere è in grado di suggerire miglioramenti al progetto in base alle indicazioni dei Capi Squadra?
  5. I Dati-Operai fanno riferimeno a più Capi Squadra?

I DATI-OPERAI

Se c’è un cantiere c’è anche chi lo guarda. I Dati-Operai sono i loro migliori testimoni delle competenze di ogni persona coinvolta nel Cantiere e svolgono le attività che ogni Capo Squadra ha definito: la qualità del lavoro dei Dati-Operai è determinato di chi li ha prodotti, formati e selezionati. Condividere i propri Dati-Operai è il miglior investimento nella professione di ogni persona nel Cantiere.

Prescrizioni

  1. Un’attività è la lavorazione minima all’interno di un Cantiere.
  2. La Storia Utente è un’unità minima del Progetto.
  3. La mia squadra di Dati-Operai è definita e può essere gestita autonomamente.
  4. I Dati-Operai concludono sempre un’attività.
  5. Ogni attività dei Dati-Operai può essere la base di altre nuove attività.

Prevenzioni

  1. Riesco a distinguere i Dati-Operai dalle attività svolgono?
  2. La mia squadra di Dati-Operai svolge attività in autonomia o in relazione ad altre?
  3. La mia squadra di Dati-Operai svolge già delle attività esterne alle mie?
  4. Le attività degli Dati-Operai possono essere capite (e riusate) dai non-addetti-ai-lavori?
  5. Quanto (Dati-Operai, compiti) posso riusare per ogni attività svolta?

LA STORIA UTENTE

La costruzione di una Storia Utente significa portare i Capi Squadra a scegliere i compiti che si inseriscono nel Progetto e sono facilemente comprensibili a tutti nel Cantiere. L’assegnazione dei punteggi con il Planing Poker è sempre frutto di una contrattazione, mai di un’imposizione. Lo scopo di ogni singola Storia Utente deve essere sempre chiaro e condiviso.

Prescrizioni

  1. Il Capocantiere indirizza i Capi Squadra a scegliersi la Storia Utente che preferiscono.
  2. Il Capocantiere si coordina con il Direttore ai Lavori per favorire la coerenza delle storie.
  3. La chiarezza delle motivazioni e degli obiettivi favoriscono l’auto-organizzazione.

Prevenzioni

  1. La trasmissione degli obiettivi è chiara e accessibile a tutti?
  2. La documentazione è uno strumento per ritrovare soluzioni ad altri problemi?
  3. Le richieste sono contrattabili in relazione alle attività o sono rigide?
  4. I Capisquadra sono in grado di raccontare l’attività assegnata dai Capicantiere?

I COMPITI

Ogni Capo Squadra individua dei compiti da svolgere con i Dati-Operai. I compiti sono gli elementi che formano una Storia Utente: più sono ridotti al minimo più facile sarà individuare gli errori e risolverli. I compiti sono descritti con la formula soggetto/ verbo/ complemento oggetto e hanno sempre una finalità.

Prescrizioni

  1. L’efficacia dei Capisquadra è il numero di errori che riescono ad individuare.
  2. L’efficienza dei Capisquadra è la velocità con cui risolvono gli errori.
  3. Motivare in poco tempo un compito è la miglior verifica.
  4. Ciascun ruolo deve essere in grado di comprendere la motivazione di un compito.

Prevenzioni

  1. La motivazione di un compito è compatibile con la finalità del progetto?
  2. Tutti hanno la possibilità di accedere alla lista delle Storie Utente?
  3. Ogni persona produce documentazione sintetica sui suoi compiti per far comprendere il proprio ruolo?
  4. Le Storie Utente hanno sempre inserito il compito di documentare?
  5. Ho accesso a documentazioni storiche per analizzare eventuali errori o duplicazioni?

I TEMPI DI COMUNICAZIONE

Ogni Capocantiere deve sapere che più Capi Squadra ci sono nel Cantiere, più tempo si dedica alla comunicazione dei Compiti e delle Storie Utente. La documentazione - solo se è: sintetica, facilmente reperibile e organizzabile - serve a ridurre il numero delle riunioni. La formula per calcolare i canali di comunicazione, dove n = numero di persone è

canali di comunicazione = n(n-1)/2

Prescrizioni

  1. Si è in grado di definire sprechi e impedimenti di comunicazione.
  2. Le squadre si riconoscono nel Progetto e non in quello che sanno fare (si è ciò che si fa, non quello che si sa fare).
  3. Il Capocantiere concorda una priorità alla volta con i Capi Squadra.
  4. La documentazione è la riduzione dei tempi di riunione.
  5. La documentazione serve a controllare e migliorare lo svolgimento delle Storie Utente nelle Sprint Retrospective.

Prevenzioni

  1. Cosa abbiamo fatto? Cosa faremo? Ci sono stati impedimenti?
  2. Ogni Capo Squadra assolve una funzione necessaria?
  3. Ci sono dei compiti specialistici che richiedono più Capi Squadra con la stessa competenza?
  4. I Capi Squadra si integrano riuscendo a incuriosirsi sulle rispettive competenze?
  5. Gli impedimenti sono visti come sfide e non come problemi?

PIANIFICARE

Le Attività devono essere coerenti e funzionali al Mininum Vaible Product (MVP, prodotto minimo funzionante) delle richieste. Pianificare significa decidere le Storie Utente che raggiungono un obiettivo, anche minimo, comunicabile da subito e coerente con il Progetto. Le Storie Utente sono il risultato di Compiti scelti per funzioni ed esigenze essenziali.

Prescrizioni

  1. Ogni ruolo deve abolire il “tempo condizionale”: i “se”, i “potremmo” non esistono.
  2. I Capi Squadra assegnano punti (1, 3, 5, 8, 13) alle loro Storie Utente con Il Planing Pocker.
  3. La durata dello Sprint (il tempo di un ciclo di sviluppo) è il tempo in cui una Storia Utente inizia e finisce.
  4. La somma degli Sprint è la base su cui calcolo la durata del Cantiere, e quanto si impiega a realizzare un Progetto
  5. La Storia Utente è conclusa quando tutti i compiti che la compongono sono chiusi.

Prevenzioni

  1. C’è consenso sul valore delle Storie Utente?
  2. Ogni Storia Utente è ridotta al minimo (può contenere solo Compiti)?
  3. I Capi Squadra concordano sulla durata degli sprint?
  4. La documentazione è utile alla composizione dei Compiti o delle Storie Utente di altri membri?
  5. I Capi Squadra ricorrono agli straordinari per concludere delle Storie Utente all’interno degli sprint?

FARE

L’esecuzione dei Compiti e l’applicazione dei Dati-Operai devono generare sempre valore: per chi li applica e per chi riceve il prodotto delle Storie Utente. Ogni ruolo deve sempre poter riusare il prodotto di ogni Storia Utente, di ogni Compito, propri o di altri membri. Il riuso è facilitato dalla documentazione. Lavorando nel Cantiere si fanno sempre errori: la sfida è trovarli e correggerli nel minor tempo e con il minimo sforzo.

Prescrizioni

  1. Il Direttore ai Lavori armonizza il backlog con le indicazioni dei tempi degli Sprint fornite dal Capocantiere e dai Capi Squadra.
  2. I Dati-Operai lavorano se i Capisquadra sanno dove trovarli e cosa fargli fare.
  3. I Capi Squadra hanno interesse a condividere e documentare perché possono sempre riusare il prodotto di altri Compiti.
  4. Lo svolgimento di una Storia Utente è il momento produttivo.

Prevenzioni

  1. C’è ansia a completare una Storia Utente?
  2. I gruppi di Capi Squadra sono solidali tra loro?
  3. C’è libertà e schiettezza nel riportare ai Capicantiere?
  4. I Capicantiere riescono ad intervenire nel rendere fluida la produzione?
  5. Il Direttore ai Lavori può verificare sempre l’avanzamento lavori?

CONTROLLARE

La verifica si fa sul modo con cui si sono svolti i compiti. Migliorare vuol dire introdurre i correttivi giusti per ottenere anche lo stesso risultato ma non minore sforzo o tempo. L’errore fa parte del ciclo produttivo

Prescrizioni

  1. Il Capocantiere (Scrum Master) è colui che rende i Compiti e le Storie Utente scorrevoli.
  2. Un impedimento deve essere sempre ricondotto alle attività del Cantiere mai sulle persone.
  3. Il Capocantiere concorda l’elenco degli impedimenti con i Capi Squadra per definirne priorità e soluzioni.
  4. Il Capocantiere non è inquadrato gerarchicamente rispetto ai Capi Squadra, svolge un ruolo di affiancamento.
  5. Non esistono compiti senza impedimenti.
  6. La noia o la frustrazione sono gli impedimenti più pericolosi.

Prevenzioni

  1. I Capi Squadra riescono a riflettere sui loro compiti?
  2. Il Capocantiere riesce a ottenere il consenso sull’individuazione degli impedimenti?
  3. L’impedimento è la duplicazione di Compiti o Compiti in contraddizione?
  4. Tutti i Capi Squadra hanno compreso le Storie Utente del Cantiere?
  5. Il Direttore ai Lavori tiene conto degli impedimenti nella compilazione e aggiornamento del backlog?
  6. Un impedimento può essere risolto con un Compito?

APPLICARE

Quanto viene raccolto nella fase del Controllo viene inserito e applicato nello Sprint successivo. Quindi la fase dell’Applicazione incide direttamente sulla fase di Pianificazione dello Sprint che segue. Ogni Sprint è un ciclo come il PDCA e come tale è fatto per apportare continuamente migliorie e risolvere gli impedimenti (i più pericolosi sono la noia o la troppa sicurezza). Non si deve cercare di eliminare gli impedimenti, quanto a migliorare la velocità di reazione e la fantasia nell’individuarli e risolverli.

Prescrizioni

  1. La soluzione di impedimento deve produrre soddisfazione.
  2. Documentare un miglioramento serve a condividerlo e aumentare la reattività di un gruppo.
  3. I Capicantiere non impongono mai un miglioramento: lo concordano.
  4. Gli errori sono importanti per migliorare.
  5. Non documentare un errore può far fallire un intero Cantiere e il relativo Progetto.

Prevenzioni

  1. La documentazione di un miglioramento necessità delle conoscenze specialistiche?
  2. Il Direttore ai Lavori è in grado di riusare un miglioramento in altri gruppi di Capi Squadra?
  3. Il Capocantiere riesce a valutare il grado di soddisfazione dei Capi Squadra nel risolvere gli impedimenti?
  4. Documentare gli impedimenti viene visto come un prontuario per trovare nuove migliorie?

Vademecum

Premessa

ll prodotto di un processo industriale è sempre il frutto di uno studio del problema che intende risolvere. Una chiara analisi del problema consente di produrre una risposta adeguata. Ma esattamente, la risposta “opendata!” è la soluzione a quale problema? Proverò a rispondere a questa domanda e a come l’open ne sia la soluzione.

Problema

Negli ultimi anni opendata viene promosso come la soluzione ad ogni problema e inserito nella categoria “innovazione”. Tuttavia di innovazione e open data si parla sempre in modo controfattuale: se si condividessero i dati, allora avremmo benefici economici e sociali. Questo non è necessariamente un male perché ci consente di immaginare scenari di lavoro e di riuso. Diventa un problema quando ci si illude che questo basti e che questi scenari contrari ai fatti attuali - controfattuali appunto - siano essi stessi la soluzione ai nostri problemi. L’innovazione che spesso si associa all’open data scambia ciò che vorrebbe ottenere con il percorso e gli strumenti per ottenerlo. Tra i nostri problemi, quindi, non c’è quello di immaginare scenari di uso dei dati. Ci siamo dimostrati certamente creativi in questo. Tra i nostri problemi rientra, piuttosto, il sapere come creare e coltivare scenari che abbiano bisogno di dati come soluzione. L’innovazione è il problema, non la soluzione.

Defizione del problema

Il primo tipo di problema con il quale ci si è scontrati è ben riassunto da Berners Lee: la difficile condivisione e le problematiche legate ai diritti sui dati. E’ chiaro che abbiamo già assunto l’interesse e la necessità di condividere. Se così non fosse, infatti, non avremmo interesse nemmeno a porci la domanda. Il problema, da Berners Lee in poi, è stato infatti quello di trovare una soluzione semplice all’esigenza di condivisione.

Componenti del problema

Non sono i dati, quindi, il problema. È come e dove applicarli in modi diversi dal loro uso nativo. Questa è un’esigenza che può avere differenti ragioni in differenti contesti, che siano strettamente di business o governativi. Posso, ad esempio, volere stimolare nuove forme di mercato a partire da dati il cui valore in un certo campo di applicazione si sta contraendo ma che, in ogni caso, io continuerei a produrre. Il problema ora è più chiaro: mantenere la propria specifica produzione, generare nuove rendite dalle risorse tradizionali, espandere l’influenza che si ha sul mercato.

Raccolta dati

Partire dall’assunto che open data sia la soluzione è rischioso perché esclude eventuali soluzioni che potrebbero soddisfare il problema. Occorre quindi raccogliere soluzioni precedenti secondo la regola del 5W (Who - What - When -Where -Why): chi ha avuto problemi simili, cosa ha applicato, quando, in che contesto e perché ha scelto quella soluzione.

Analisi dati

E’ sempre utile e salutare valutare se le precedenti soluzioni, sperimentate altrove, possano essere d’aiuto. In particolare, questo ci permette di valutare come differenti soluzioni si comportino in relazione ad ognuno dei diversi componenti del problema. Spesso i progressi che si ottengono in fase di valutazione, sono la più forte motivazione per sperimentare soluzioni con maggior convinzione.

Creatività

Enzo Mari definisce questo termine come un “termine di morte” perché illude che il primo che spara una soluzione a caso possa avere una percentuale di aver indovinato quella giusta. Ma la creatività è disciplina. E nel campo dei dati richiede la capacità di ipotizzare da subito la loro decontestualizzazione e come la reputazione della struttura e delle persone ne possa trarre beneficio nel futuro.

Tecnologia

Individuare gli strumenti meno costosi e reversibili rispetto alla struttura è il servizio che svolge la tecnologia. Lo scopo è realizzare un modello che possieda i requisiti minimi per funzionare: un modulo espandibile a partire da nuove caratteristiche e requisiti che non richieda enormi investimenti o trasformazioni.

Sperimentare

Sperimentare significa sempre considerare l’errore come parte delle attività e dei progetti. La sperimentazione serve per affinare la capacità di individuare i punti deboli come quelli vincenti, di sapere come scegliere le tecnologie migliori che consentano un più facile e veloce cambiamento dei contesti di utilizzo.

Modellare

(… e modulare). Al riscontro sperimentale si costruiscono i moduli delle attività e dei compiti. È solo sapendo cosa e come si svolgono, che la normale filiera delle attività di produzione può riuscire nel condividere in altri modi i dati di normale utilizzo.

Verificare

(… sempre!). I moduli sono fatti per evitare dei processi irreversibili. La verifica è un modo per rispettare le attività e la percezione della condivisione all’interno della struttura. Quando le persone comprendono la condivisione come un’attività utile, soprattutto internamente, viene naturale l’esigenza di trasmettere all’esterno la qualità del lavoro.

Documentare

(… è la migliore assicurazione). Quando interveniamo elogiamo sempre la “nobile arte del pararsi” ovvero proteggersi dalla dimenticanza di ognuno di noi e dalla duplicazione delle attività. Una buona documentazione evita ai colleghi di (ri)progettare delle attività e di inserire il riuso come esercizio mentale. La verifica serve per evitare il riuso di processi o attività che si erano dimostrate errate.

Soluzione

Se il problema era: come valorizzare una struttura usando i dati che usa internamente? la soluzione è: open data! nel momento in cui ho individuato il reale bisogno, ovvero mettere a valore la conoscenza intrinseca alla struttura.

Ovvero:

  • Valore e fiducia.
  • Fiducia e riuso.

Questi sono i cardini dell’open data.

Ebook

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